Aborto, divieto per razza, sesso o disabilità del nascituro in Tennesse

Niente aborto per i bambini affetti da sindrome di Down in Tennessee. A deciderlo la Sesta Corte d’Appello federale, alla fine della battaglia legale sul disegno di legge pro vita elaborato dal governatore Bill Lee.

Aborto, il disegno di legge

Nel mese di luglio, infatti, il governatore del Tennessee aveva dichiarato la volontà di tutelare i più vulnerabili, tra cui i bambini non ancora nati.

Il disegno di legge prevedeva che i medici eseguissero un’ecografia prima di un aborto: qualora fosse stato rilevato battito cardiaco, non sarebbe stato possibile procedere all’interruzione della gravidanza.

Il disegno di legge proibiva anche gli aborti dovuti alla razza, al sesso o ad una diagnosi prenatale di disabilità del feto.

La lotta legale

Diverse organizzazioni pro-aborto si sono scagliate contro le norme intentando una causa d’urgenza. Quando il disegno di legge è stato firmato, il giudice distrettuale William Campbell ha concesso un ordine restrittivo temporaneo contro la sua entrata in vigore.

La legge è stata quindi bloccata dal diventare effettiva. La vicenda legale si è conclusa venerdì 20 novembre, quando la Corte d’Appello si è espressa con un verdetto a favore al disegno di legge promosso dal governatore Lee.

Ora il Tennessee può vietare gli aborti eugenetici, razzisti e sessisti. Oggetto di una ingiunzione separata è invece la norma sul battito cardiaco, che non è quindi ancora entrata in vigore.

“Ogni vita è preziosa e ogni bambino ha una dignità umana intrinseca – ha dichiarato Bill Lee -. La nostra legge proibisce l’aborto in base alla razza, al sesso o alla diagnosi di sindrome di Down del bambino e la decisione del tribunale salverà vite umane. Per la protezione dei nostri abitanti del Tennessee più vulnerabili vale la pena combattere”.

Condividilo su:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su email
Email
Condividi su linkedin
LinkedIn
NUOVI

Articoli