Cresce la fede tra i più giovani durante la pandemia: il sondaggio




Un recente sondaggio ha dimostrato che la pandemia nel Regno Unito avrebbe prodotto una crescita della fede tra i più giovani. La ricerca è stata condotta da YouGov, che ha chiesto a fine novembre a 2.169 intervistati se credessero in Dio, in una entità spirituale superiore che non fosse Dio oppure in nessuna delle due opzioni.

Incremento tra i 16 e i 24 anni

La fascia più religiosa si è dimostrata quella superiore ai 60 anni. Il 23% del gruppo più giovane, di età compresa tra 16 e 24, ha indicato di credere in Dio, con un aumento dal 21% rispetto a quando era stata posta la domanda a gennaio.

Per il resto, i risultati in termini di spiritualità non sono buoni. In tutte le fasce si nota una diminuzione del livello di fede di un punto percentuale, dal 28% al 27%, da gennaio a novembre. La percentuale di atei e agnostici, al contrario, è salita dal 51% al 56% nello stesso arco di tempo.

Tuttavia, l’evoluzione legata ai più giovani è interessante e parrebbe legata al fatto che questi abbiano possibilità di accedere più facilmente alle informazioni sulla fede tramite Internet. I più giovani, inoltre, sono gravati da uno stigma minore sulle credenze religiose nei loro gruppi di pari, producendo discussioni più aperte.

Risultati a lungo termine?

“È molto probabile che la pandemia abbia avuto un impatto sulle credenze e le pratiche esistenziali delle persone, ma non sono ancora convinta che a lungo termine avrà reso qualsiasi gruppo più o meno religioso, anche se il tempo lo dirà“, ha dichiarato Lois Lee del Dipartimento di studi religiosi dell’Università del Kent

“Forse i dati di quest’anno indicano che i giovani stanno attraversando quel tipo di periodo esplorativo più di altri“, ha aggiunto.

Fonte: The Christian Post

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