Sri Lanka, il villaggio si oppone alla costruzione di una chiesa

Ha ottenuto il permesso per costruire un edificio ecclesiastico, ma deve ora scontrarsi con l’opposizione degli abitanti del villaggio. La vicenda del pastore Bandula (pseudonimo) è ambientata in Sri Lanka. A raccontarcela è Porte Aperte.

Il pastore dal 1997 cura un villaggio nella città di Galle. A gennaio 2020 l’organo legislativo del Consiglio Provinciale gli ha concesso l’approvazione a costruire una chiesa, ma i lavori sono stati ostacolati dalla pandemia.

Non si tratta di un permesso facile da ottenere. Nelle zone rurali del paese costruire una chiesa non è affatto semplice, anche perché la popolazione è a prevalenza buddista.

“È un miracolo che abbiano ottenuto il permesso di costruire. I funzionari della Pradheshiya Sabha di solito non approvano i piani per l’edificazione delle chiese”, ha dichiarato un partner locale di Porte Aperte in Sri Lanka.

Tuttavia, il 20 marzo, gli abitanti e i leader religiosi locali si sono riuniti per manifestare contro l’edificazione dell’edificio.

“A causa delle telecamere a circuito chiuso che abbiamo installato, la gente che protestava aveva paura ad avvicinarsi troppo ai lavori, rimanevano a una certa distanza su entrambi i lati della strada per non essere ripresi”, ha raccontato il pastore.

Il cristianesimo è percepito come una religione straniera; da qui l’opposizione dei residenti. Il pastore è tuttavia determinato a portare a termine i lavori: “Ci sono diverse persone qui che vivono la propria fede in segreto. Farò del mio meglio affinché non si ostacolino i lavori, sono pronto ad affrontare la persecuzione, come anche lo sono la mia famiglia e i credenti che sono con me”.

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